Umiliazione Napoli, anche Buffon ci mette il carico

Il Napoli ieri sera ha rimediato la sua terza sconfitta di fila dopo quella contro Atalanta e Roma. Il Besiktas ha espugnato il San Paolo vincendo 2-3 nella terza giornata del girone di Champions League.

Attualmente la classifica del girone B, malgrado la prima sconfitta nell’Europa che conta, vede ancora la formazione di Sarri in vetta a quota 6 punti, precedendo i turchi con 5 punti, il Benfica a 4 e la Dinamo Kiev a quota 1.

La sconfitta di ieri sera proprio non ci voleva, il morale dei ragazzi è a pezzi malgrado fisicamente cerchino sempre di imporsi. Si tratta solo di una questione psicologica.

Gianluigi Buffon, portiere della Juve, è sicuro che nel prossimo scontro diretto un’ulteriore sconfitta del club partenopeo sarebbe una bella batosta. Il vincitore del premio ‘Golden Foot’ ha rilasciato una lunga intervista al ‘Corriere della Sera’, parlando proprio del momento negativo del Napoli. Ecco cosa pensa:

Tra una settimana c’è anche Juve-Napoli: che valore ha? Importante. Perché se tu, nel momento di difficoltà di una rivale riesci a vincere, dai una ulteriore botta alle sue velleità e sicurezze“.

Il numero uno della Nazionale italiana ha proseguito la sua intervista rilasciando alcune dichiarazioni relative alla Vecchia Signora e di quale fosse la sua vera rivale:

Juve vera anti Juve? Qui c’è il gioco di non prendersi responsabilità, di dire che il favorito è l’altro, per il budget, il fatturato, eccetera: lo trovo ridicolo. Sulla carta la Juve è la più forte ed è un dato di fatto“.

Alla domanda se Pjanic e Higuain fossero stati una botta sia per Roma che per Napoli, il portiere bianconero sostiene che non è sicuro che la scelta sia stata fatta con questo obiettivo. I due giocatori sono stati acquistati per migliorare la rosa e per sviluppare un calcio diverso che, tra l’altro, non stanno ancora dimostrando pienamente.

Al termine dell’intervista Buffon risponde ad una domanda su Gonzalo Higuain, ossia in che cosa l’avesse colpito il bomber argentino. Ecco la sua risposta:

La professionalità e la positività. Sfido chiunque a venire come attaccante più pagato e più forte e fare quattro panchine: eppure è un esempio dentro e fuori dal campo. Avevamo bisogno di gente così. Come anche Benatia o Dani Alves: la scelta dei nuovi è stata eccezionale“.